44° FESTA del MARE 

con la Padella Gigante dell' Adriatico
PORTO SAN GIORGIO

 

Tradizionale frittura di 10 quintali di pesce nella famosa padella in PORTO SAN GIORGIO. 

E' un appuntamento fisso oramai da 44 anni, nella terza settimana di Luglio organizzare a Porto San Giorgio una festa che ha come protagonista il mare: dieci quintali dicalamaretti e sarde vengono fritti nella Padella Gigante dell'Adriatico, e successivamente distribuiti ai partecipanti.

La celebre Padella da Guinness dei primati, il cui manico misura 8 metri, con un diametro di 6 metri; all'interno vengono versati 1000 litri di olio, che viene portato ad una temperatura di 180° da 32 becchi con 100 fuochi ognuno, sviluppando 360.000 Kcal/h.

In circa tre ore vengono fritti dieci quintali di calamaretti e sarda della migliore qualità ed occorrono oltre 35 persone per il suo funzionamento (infarinatura, frittura, distribuzione).

La Padella ha viaggiato molto: è stata a in Germania, Austria, Svizzera, e in molte località italiane quali, Roncone nel Trentino, Staffolo, Ancona, Amelia, Senigallia, Colmurano, Riccione, Fano, Roseto degli Abruzzi, Ascoli Piceno, Bastia Umbra, Ladispoli, Fiumicino.Nel dicembre del 2006 è stata una delle attrattive nella trasmissione televisiva in diretta Theleton, rappresentando degnamente le Marche.

A corollario della Festa del Mare dopo la messa in suffragio dei marinai scomparsi, avviene lasfilata dei natanti da pesca in Gran Pavese, davanti alla Città con il lancio in mare di una corona di alloro. Sono previstesfilate in costume marinaresco e gruppi di animazione itineranteoltre alPalio dei Concessionari di spiaggia dove viene premiata la più bella costruzione fatta con la sabbia, a sera la grande frittura, intrattenimento musicale e grandi fuochiartificiali a concludere la serata.


La storia della Festa del Mare, vuol ricordare un fatto accaduto il 7 Aprile 1795, in questo giorno decisero i pescatori di indire uno sciopero (?) verso i "Paroni" delle barche che non intendevano aumentare la paga, anche esasperati dai continui aumenti dei prezzi del grano, della farina e del formentone, e non andarono in mare fino a quando il Governatore della vicina Fermo, Caracciolo, non avesse deciso prezzi più bassi per detti generi alimentari, e i padroni non avessero aumentato il salario. I tre capi della protesta, preoccupati dalle conseguenze sui bilanci famigliari della cessata attività, proposero di unire le riserve alimentari di tutte le famiglie, e di consumarle insieme sulla spiaggia, A tale scopo venne ordinata la costruzione all'artigiano Tommaso Mostarda, di una enorme padella adatta per servire la moltitudine di paesani, dopo qualche tempo la situazione si risolse secondo le richieste dei pescatori, che immediatamente ripresero l'attività.

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